sabato 15 agosto 2009

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pubblicato da Manifesta7 su Manifesta 7 Days - 3 giorni fa
Arena di Verona. Tosca, opera pucciniana a Ferragosto. Debutto, anteprima della prima Oksana Dyka è Tosca. Sabato 15 agosto, con Tosca ultimo debutto dell'87° Festival areniano Sabato 15 agosto,



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youtube Video: Tosca Opera arena Verona

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Arena di Verona - Sito ufficiale fondazione Arena di Verona

Sito ufficiale della fondazione Arena di Verona. Calendario dei concerti, programma degli spettacoli del Festival Lirico e possibilità di acquistare online ...
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Tosca:

guida all'opera lirica di Giacomo Puccini - Arena di Verona

Tosca, guida all'opera lirica di Giacomo Puccini - Arena di Verona

Tosca: guida all'opera. La storia, la sinopsi e le foto ed i video delle edizioni passate in rassegna all'Arena di Verona.


      

Scheda Opera
Atto II - Il Barone Scarpia convince Toscaa rivelare dove è nascosto Angelotti ... L'elegante costume di Tosca (Fiorenza Cedolins) nel secondo atto ...
      
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Il loro dialogo è interrotto dall'improvvisa visita di Tosca che, davanti all'evidente imbarazzo di Mario, s'insospettisce. Il suo dubbio e la sua gelosa ...
    
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Tosca- Opera Festival Performances - Verona Arena
Tosca: guide to the opera. The history, synopsis, photos and videos of previous editions at the Verona Arena.
 
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Galleria fotografica
L'elegante costume di Tosca (Fiorenza Cedolins) nel secondo atto ... Atto II - Il Barone Scarpia convince Tosca a rivelare dove è nascosto Angelotti ...
  
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Arena di Verona - Sito ufficiale fondazione Arena di Verona
Sabato 15 agosto, alle ore 21, l'ultimo debutto della stagione: Tosca di Giacomo ... Con Tosca, ultima 'prima', si chiude la rosa di opere liriche proposte ...
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Opere - Arena di Verona
Tosca di Hugo De Ana Puccini apportò alcune modifiche al libretto prima di ... Tosca, la cui trama era intessuta da fughe, torture ed esecuzioni, ...

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Act 2 - Baron Scarpia convinces Tosca to reveal Angelotti's hiding place. Prev. 10/20 Next ... Act I - Tosca aids Cavaradossi after he has been tortured ...

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Galleria fotografica
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Photo Gallery



Tosca Amore Disperato di Lucio
300 x 400 - 9k - jpg
Tosca - Arena di Verona -
300 x 400 - 25k - jpg
Biglietti Tosca - Arena di
302 x 250 - 33k
e la Tosca di Puccini,
500 x 298 - 64k - jpg
Arena di Verona
706 x 390 - 76k - gif
La sontuosa "Tosca" di Hugo De
460 x 460 - 103k - jpg
at the Verona Arena.
480 x 325 - 18k - jpg
at the Verona Arena.
480 x 325 - 22k - jpg
Biglietti Tosca - La Fenice di
302 x 250 - 22k
L'Arena baciata dal sole (che
640 x 480 - 49k - jpg


Cavaradossi (Marcelo Alvarez) and Tosca (Daniela Dessì). Prev. 4/25 Next ... Tosca 2008. Act 2 – Cavaradossi (Marcelo Alvarez) and some soldiers ...
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Tosca - Performance Detail
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Their conversation is interrupted by the sudden appearance of Tosca who, noticing Mario's embarrassment, becomes suspicious. ...
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 -
Season Ticket - Arena 2009
 -      
Wednesday 19 August - TOSCA ... Wednesday 26 August - Saturday 22 August - TOSC
 - en-US/.../seasonticket - 
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87° Festival Lirico 2009
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Tosca di Giacomo Puccini. Personaggi e interpreti. Floria Tosca. Oksana Dyka (15, 19, 22/8). Anda-Louise Bogza (26, 29/8). Mario Cavaradossi ...
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Operas - Arena di Verona
 -      
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 - en-US/Operas.      idblock=148  -
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Biografia
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Biography
With the same Milanese opera house, she has also sung in I Due Foscari, Tosca, Fedore, Macbeth, La Dama di picche, Manon Lescaut, Nabucco and La Forza del ...
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Biografia
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Cerca nel sito: search. Major Partner Unicredit Group. Official Sponsor VOLKSWAGEN Group Italia S.P.A. · Intimissimi. Official Partners. Floria Tosca ...
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Biography
In 2008/09 season, Mr Morandi conducted Edgar at the Puccini Festival in Torre del Lago, Norma in Frankfurt, Tosca in Berlin, La Bohème in Goteborg. ...
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Biography
In 1992 he was Scarpia in the version of Tosca produced by Andrea Andermann and conducted by Zubin Mehta, which also saw the appearances Plácido Domingo and ...
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Calendario spettacoli del Festival Lirico - Arena di Verona
Aida, Carmen, Carmina Burana, Tosca. Date spettacoli. loading. .... Arena. Prenota Tosca. Giovedì, 20 Agosto ... Arena. Prenota Tosca. Domenica, 23 Agosto ...
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Biography
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In 1999 he became Musical Director at the Teatro Verdi in Salerno where he conducted Nabucco, Le Nozze di Figaro, Tosca, Lucia di Lammermoor and Requiem by ...
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Biography
He understudied many leading roles with the major British opera companies including Mark in The Midsummer Marriage, Cavaradossi in Tosca, Carlo VII in ...
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Arena di Verona - Sito ufficiale fondazione Arena di Verona
Sabato 15 agosto, alle ore 21, l'ultimo debutto della stagione: Tosca di Giacomo ... La protagonista, Floria Tosca, è interpretata dal giovane soprano ...
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  3. da:

  4. Libretti d'opera italiani

    Mette a disposizione un ampio archivio di

  5. TOSCA

    DA:

    http://www.librettidopera.it/tosca/tosca.html


    Melodramma in tre atti.

     

    musica di

    Giacomo PUCCINI

    libretto di

    Giuseppe GIACOSA,
    Luigi ILLICA,
    Victorien SARDOU

     

    Prima esecuzione: 14 Gennaio 1900,  Roma.

     
     

    PERSONAGGI

     

    Floria   TOSCA
    nota cantante

     

    soprano

    Mario   CAVARADOSSI
    pittore

     

    tenore

    Il barone   SCARPIA
    capo della polizia

     

    baritono

    Cesare   ANGELOTTI
    prigioniero politico evaso

     

    basso

    Il   SAGRESTANO

     

    basso

       SPOLETTA
    un agente di polizia

     

    tenore

       SCIARRONE
    un altro agente

     

    basso

    Un   CARCERIERE

     

    basso

    Un   PASTORE

     

    altro

     

    Un Cardinale - Il Giudice del fisco - Roberti, esecutore di giustizia
    Uno Scrivano - Un Ufficiale - Un Sergente.

    Soldati, Sbirri, Dame, Nobili, Borghesi, Popolo, ecc

    Roma: giugno 1800.

     
     

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    Segnalazione errori...

    In formato sintetico.

    In formato stampabile (PDF)...

     

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    atto
    Primo
       

    scena
    Prima

    La chiesa di Sant'Andrea della Valle.
    A destra la cappella Attavanti. A sinistra un impalcato; su di esso un gran quadro coperto da tela. Attrezzi vari da pittore. Un paniere.
     

    ANGELOTTI
            

    (vestito da prigioniero, lacero, sfatto, tremante dalla paura, entra ansante, quasi correndo, dalla porta laterale. - Dà una rapida occhiata intorno)

    Ah!... Finalmente!... Nel terror mio stolto
    vedea ceffi di sbirro in ogni volto!

    (torna a guardare attentamente intorno a sé con più calma a riconoscere il luogo. - Dà un sospiro di sollievo vedendo la colonna con la pila dell'acqua santa e la madonna)

    La pila... la colonna...
    «A piè della madonna»
    mi scrisse mia sorella...

    (vi si avvicina, cerca ai piedi della madonna e ne ritira, con un soffocato grido di gioia, una chiave)

    Ecco la chiave!... ed ecco la cappella!...

    (addita la cappella Attavanti, febbrilmente introduce la chiave nella serratura, apre la cancellata, penetra nella cappella, richiude... e scompare)
     
     

    atto
    Primo
       

    scena
    Seconda

     

    SAGRESTANO
            

    (appare dal fondo: va da destra a sinistra, accudendo al governo della chiesa: avrà in mano un mazzo di pennelli)

    E sempre lava!... Ogni pennello è sozzo
    peggio d'un collarin d'uno scagnozzo.
    Signor pittore... Toh!...

    (guarda verso l'impalcato dove sta il quadro, e vedendolo deserto, esclama sorpreso:)

    Nessuno! ~ Avrei giurato
    che fosse ritornato
    il cavalier Cavaradossi.

    (depone i pennelli, sale sull'impalcato, guarda dentro il paniere, e dice:)

    No,

    sbaglio. ~ Il paniere è intatto.

    (scende dall'impalcato. Suona l'angelus. Il Sagrestano si inginocchia e prega sommesso:)

    Angelus Domini nuntiavit Mariae,

    et concepit de Spiritu Sancto.

    Ecce ancilla Domini,

    fiat mihi secundum verbum tuum.

    Et Verbum caro factum est,

    et habitavit in nobis.
     
     

    atto
    Primo
       

    scena
    Terza

    Cavaradossi - Sagrestano.
     

    CAVARADOSSI
            

    (dalla porta laterale, vedendo il Sagrestano in ginocchio)

    Che fai?

    SAGRESTANO
            

    (alzandosi)

    Recito l'Angelus.
     

    (Cavaradossi sale sull'impalcato e scopre il quadro. È una Maria Maddalena a grandi occhi azzurri con una gran pioggia di capelli dorati. Il pittore vi sta dinanzi muto attentamente osservando)
     

    (il Sagrestano, volgendosi verso Cavaradossi per dirigergli la parola, vede il quadro scoperto e dà in un grido di meraviglia)

    SAGRESTANO
            

    Sante

    ampolle! Il suo ritratto!

    CAVARADOSSI
            

    (volgendosi al Sagrestano)

    Di chi?

    SAGRESTANO
            

    Di quell'ignota

    che i dì passati a pregar qui venìa...

    (con untuosa attitudine accennando verso la madonna dalla quale Angelotti trasse la chiave)

    Tutta devota ~ e pia.

    CAVARADOSSI
            

    (sorridendo)

    È vero. E tanto ell'era
    infervorata nella sua preghiera
    ch'io ne pinsi, non visto, il bel sembiante.

    SAGRESTANO
    (scandalizzato)
            

    (Fuori, Satana, fuori!)

    CAVARADOSSI
    (al Sagrestano)
            

    Dammi i colori!
     

    (il Sagrestano eseguisce. Cavaradossi dipinge con rapidità e si sofferma spesso a riguardare il proprio lavoro: il Sagrestano va e viene, portando una catinella entro la quale continua a lavare i pennelli)
     

    (a un tratto Cavaradossi si ristà di dipingere; leva di tasca un medaglione contenente una miniatura e gli occhi suoi vanno dal medaglione al quadro)
     
        

    CAVARADOSSI
        

    Recondita armonia

    di bellezze diverse!... è bruna Floria,
    l'ardente amante mia...
     

    SAGRESTANO
    (a mezza voce, come brontolando)
            

    (Scherza coi fanti e lascia stare i santi!)

    (s'allontana per prendere l'acqua onde pulire i pennelli)

    CAVARADOSSI
            

    E te, beltade ignota,

    cinta di chiome bionde!
    Tu azzurro hai l'occhio, Tosca ha l'occhio nero!

    SAGRESTANO
            

    (ritornando dal fondo e sempre scandalizzato:)

    (Scherza coi fanti e lascia stare i santi!)

    (riprende a lavare i pennelli)

    CAVARADOSSI
            

    L'arte nel suo mistero

    le diverse bellezze insiem confonde;
    ma nel ritrar costei
    il mio solo pensier, Tosca, sei tu!

    (continua a dipingere)
     
        

    SAGRESTANO
        

    (Queste diverse gonne

    che fanno concorrenza alle madonne
    mandan tanfo d'inferno.

    (asciuga i pennelli lavati, non senza continuare a borbottare)

    Scherza coi fanti e lascia stare i santi!

    Ma con quei cani di volterriani

    nemici del santissimo governo
    non s'ha da metter voce!...

    (pone la catinella sotto l'impalcato ed i pennelli li colloca in un vaso, presso al pittore)

    Scherza coi fanti e lascia stare i santi!

    (accennando a Cavaradossi)

    Già sono impenitenti tutti quanti!

    Facciam piuttosto il segno della croce.)

    (eseguisce)
     

    SAGRESTANO
    (a Cavaradossi)
            

    Eccellenza, vado?

    CAVARADOSSI
            

    Fa' il tuo piacere!

    (continua a dipingere)

    SAGRESTANO
            

    (indicando il cesto)

    Pieno è il paniere...
    Fa penitenza?

    CAVARADOSSI
            

    Fame non ho.

    SAGRESTANO
    (con ironia)
            

    (stropicciandosi le mani)

    Ah!... Mi rincresce!...

    (ma non può trattenere un gesto di gioia e uno sguardo di avidità verso il cesto che prende ponendolo un po' in disparte)
     

    SAGRESTANO
            

    (fiuta due prese di tabacco)

    Badi, quand'esce chiuda.

    CAVARADOSSI
            

    (dipingendo)

    Va'!...

    SAGRESTANO
            

    Vo!

    (s'allontana per il fondo)
     

    (Cavaradossi, volgendo le spalle alla cappella, lavora.

    Angelotti, credendo deserta la chiesa, appare dietro la cancellata e introduce la chiave per aprire)
     
     

    atto
    Primo
       

    scena
    Quarta

    Cavaradossi - Angelotti.
     

    CAVARADOSSI
            

    (al cigolio della serratura si volta)

    Gente là dentro!!...

    (al movimento fatto da Cavaradossi, Angelotti, atterrito, si arresta come per rifugiarsi ancora nella cappella - ma - alzati gli occhi, un grido di gioia, che egli soffoca tosto timoroso, erompe dal suo petto.

    Egli ha riconosciuto il pittore e gli stende le braccia come ad un aiuto insperato)

    ANGELOTTI
            

    Voi? Cavaradossi!

    Vi manda iddio!

    (Cavaradossi non riconosce Angelotti e rimane attonito sull'impalcato)
     

    (Angelotti si avvicina di più onde farsi riconoscere)

    ANGELOTTI
            

    Non mi ravvisate?

    (con tristezza)

    Il carcere m'ha dunque assai mutato!

    CAVARADOSSI
            

    (riconoscendolo, depone rapido tavolozza e pennelli e scende dall'impalcato verso Angelotti, guardandosi cauto intorno)

    Angelotti! Il console
    della spenta repubblica romana!

    (corre a chiudere la porta a destra)

    ANGELOTTI
            

    (andando incontro a Cavaradossi)

    Fuggii pur ora da castel Sant'Angelo!...

    (con mistero)

    CAVARADOSSI
            

    (generosamente)

    Disponete di me!

    TOSCA
    voce esterna
            

    Mario!

    (alla voce di Tosca, Cavaradossi fa un rapido cenno ad Angelotti di tacere)

    CAVARADOSSI
            

    Celatevi!

    È una donna... gelosa. Un breve istante
    e la rimando.

    TOSCA
    voce esterna
            

    Mario!

    CAVARADOSSI
            

    (verso la porta da dove viene la voce di Tosca)

    Eccomi!

    ANGELOTTI
            

    (colto da un accesso di debolezza si appoggia all'impalcato e dice dolorosamente:)

    Sono

    stremo di forze, più non reggo...

    CAVARADOSSI
            

    (rapidissimo, sale sull'impalcato, ne discende col paniere e lo dà ad Angelotti)

    In questo

    panier v'è cibo e vino!

    ANGELOTTI
            

    Grazie!

    CAVARADOSSI
            

    (incoraggiando Angelotti, lo spinge verso la cappella)

    Presto!

    (Angelotti entra nella cappella)
     
     

    atto
    Primo
       

    scena
    Quinta

    Cavaradossi - Tosca.
     

    TOSCA
    (voce esterna)
            

    Mario!

    CAVARADOSSI
            

    (fingendosi calmo apre a Tosca)

    Son qui!

    TOSCA
            

    (entra con una specie di violenza, allontana bruscamente Mario che vuole abbracciarla e guarda sospettosa intorno a sé)

    Perché chiuso?

    CAVARADOSSI
            

    (con simulata indifferenza)

    Lo vuole

    il Sagrestano...

    TOSCA
            

    A chi parlavi?

    CAVARADOSSI
            

    A te!

    TOSCA
            

    Altre parole bisbigliavi. Ov'è?...

    CAVARADOSSI
            

    Chi?

    TOSCA
            

    Colei!... Quella donna!...

    Ho udito i lesti
    passi ed un fruscio di vesti...

    CAVARADOSSI
            

    Sogni!

    TOSCA
            

    Lo neghi?

    CAVARADOSSI
            

    Lo nego e t'amo!

    (fa per baciarla)

    TOSCA
            

    (con dolce rimprovero)

    Oh! innanzi alla madonna...

    no, Mario mio,
    lascia pria che la preghi, che l'infiori...

    (si avvicina lentamente alla madonna, dispone con arte, intorno ad essa, i fiori che ha portato con sé, si inginocchia e prega con molta devozione, segnandosi, poi s'alza)

    (a Cavaradossi, che intanto si è avviato per riprendere il lavoro)

    TOSCA
            

    Ora stammi a sentir ~ stassera canto,
    ma è spettacolo breve. ~ Tu m'aspetti
    sull'uscio della scena
    e alla tua villa andiam soli, soletti.

    CAVARADOSSI
            

    (che fu sempre soprapensieri)

    Stassera!

    TOSCA
            

    È luna piena

    e il notturno effluvio floreal
    inebria il cor! ~ Non sei contento?

    (si siede sulla gradinata presso a Cavaradossi)

    CAVARADOSSI
            

    (ancora un po' distratto e peritoso)

    Tanto!

    TOSCA
            

    (colpita da quell'accento)

    Tornalo a dir!

    CAVARADOSSI
            

    Tanto!

    TOSCA
    (stizzita)
            

    Lo dici male:...
     
        

    TOSCA
        

    Non la sospiri la nostra casetta

    che tutta ascosa nel verde ci aspetta?
    Nido a noi sacro, ignoto al mondo inter,
    pien d'amore e di mister?

    Al tuo fianco sentire

    per le silenziose
    stellate ombre, salir
    le voci delle cose!...

    Dai boschi e dai roveti,

    dall'arse erbe, dall'imo
    dei franti sepolcreti
    odorosi di timo,

    la notte escon bisbigli

    di minuscoli amori
    e perfidi consigli
    che ammolliscono i cuori.

    Fiorite, o campi immensi, palpitate

    aure marine nel lunare albor,
    piovete voluttà, volte stellate!
    Arde a Tosca folle amor!

    (reclinando la testa sulla spalla di Cavaradossi)
     

    CAVARADOSSI
            

    (vinto, ma vigilante)

    Mi avvinci nei tuoi lacci
    mia sirena, mia sirena, verrò!

    (guarda verso la parte donde uscì Angelotti)

    Or lasciami al lavoro.

    TOSCA
    (sorpresa)
            

    Mi discacci?

    CAVARADOSSI
            

    Urge l'opra, lo sai!

    TOSCA
    (stizzita)
            

    (alzandosi)

    Vado!

    (s'allontana un poco da Cavaradossi, poi voltandosi per guardarlo, vede il quadro, ed agitatissima ritorna verso Cavaradossi)

    Chi è quella

    donna bionda lassù?

    CAVARADOSSI
    (calmo)
            

    La Maddalena.

    Ti piace?

    TOSCA
            

    È troppo bella!

    CAVARADOSSI
            

    (ridendo ed inchinandosi)

    Prezioso elogio!

    TOSCA
    (sospettosa)
            

    Ridi?

    Quegli occhi cilestrini già li vidi...

    CAVARADOSSI
    (con indifferenza)
            

    Ce n'è tanti pe 'l mondo!...

    TOSCA
            

    (cercando di ricordare)

    Aspetta... Aspetta...

    (sale sull'impalcato)
     

    TOSCA
    (trionfante)
            

    È l'Attavanti!...

    CAVARADOSSI
            

    (ridendo)

    Brava!...

    TOSCA
            

    (vinta dalla gelosia)

    La vedi? T'ama?

    (piangendo)

    Tu l'ami?...

    CAVARADOSSI
            

    (procura di calmarla)

    Fu puro caso...

    TOSCA
            

    (non ascoltandolo, con ira gelosa)

    Quei passi e quel bisbiglio...
    Ah! Qui stava pur ora!

    CAVARADOSSI
            

    Vien via!

    TOSCA
            

    Ah, la civetta!

    (minacciosa)

    A me, a me!

    CAVARADOSSI
    (serio)
            

    La vidi ieri, ma fu puro caso...

    a pregar qui venne... non visto
    la ritrassi.

    TOSCA
            

    Giura!

    CAVARADOSSI
    (serio)
            

    Giuro!

    TOSCA
            

    (sempre con gli occhi rivolti al quadro)

    Come mi guarda
    fiso!

    (la spinge dolcemente a scendere dalla gradinata. Essa discende all'indietro tenendo alto le sue mani in quelle di Cavaradossi. Tosca scendendo ha sempre la faccia verso il quadro cui Mario dà le spalle)

    CAVARADOSSI
            

    Vien via!

    TOSCA
            

    Di me beffarda,
    ride.

    (sono scesi)

    CAVARADOSSI
            

    Follia!

    (la tiene presso di sé fissandola in viso)

    TOSCA
            

    (con dolce rimprovero)

    Ah, quegli occhi!...
     
        

    CAVARADOSSI
        

    Quale occhio al mondo può star di paro

    all'ardente occhio tuo nero?

    È qui che l'esser mio s'affisa intero.

    Occhio all'amor soave, all'ira fiero!

    Qual altro al mondo può star di paro

    all'occhio tuo nero!...
     

    TOSCA
            

    (rapita, appoggiando la testa alla spalla di Cavaradossi)

    Oh, come la sai bene
    l'arte di farti amare!

    (maliziosamente)

    Ma... falle gli occhi neri!...

    CAVARADOSSI
            

    (teneramente)

    Mia gelosa!
     

    TOSCA
            

    Sì, lo sento... ti tormento

    senza posa.

    CAVARADOSSI
            

    Mia gelosa!

    TOSCA
            

    Certa sono ~ del perdono
    se tu guardi al mio dolor!

    CAVARADOSSI
            

    Mia Tosca idolatrata,
    ogni cosa in te mi piace;
    l'ira audace
    e lo spasimo d'amor!

    TOSCA
            

    Dilla ancora
    la parola che consola...
    dilla ancora!

    CAVARADOSSI
            

    Mia vita, amante inquieta,
    dirò sempre: «Floria, t'amo!»
    Ah! l'alma acquieta,
    sempre «t'amo!» ti dirò!

    TOSCA
            

    (sciogliendosi, paurosa d'esser vinta)

    Dio! quante peccata!
    M'hai tutta spettinata!
     

    CAVARADOSSI
            

    Or va', lasciami!

    TOSCA
            

    Tu fino a stassera

    stai fermo al lavoro. E mi prometti:
    sia caso o fortuna,
    sia treccia bionda o bruna,
    a pregar non verrà donna nessuna!

    CAVARADOSSI
            

    Lo giuro, amore!... Va'!

    TOSCA
            

    Quanto m'affretti!

    CAVARADOSSI
            

    (con dolce rimprovero vedendo rispuntare la gelosia)

    Ancora?

    TOSCA
            

    (cadendo nelle sue braccia e porgendogli la guancia)

    No ~ perdona!...

    CAVARADOSSI
    (scherzoso)
            

    Davanti alla madonna?

    TOSCA
            

    (accennando alla madonna)

    È tanto buona!

    (si baciano)

    TOSCA
            

    (avviandosi ad uscire e guardando ancora il quadro, maliziosamente gli dice:)

    Ma falle gli occhi neri!...

    (fugge rapidamente)

    (Cavaradossi rimane commosso e pensieroso)
     
     

    atto
    Primo
       

    scena
    Sesta

    Cavaradossi - Angelotti.
     

    (appena uscita Tosca, Cavaradossi sta ascoltandone i passi allontanarsi, poi con precauzione socchiude l'uscio e guarda fuori.

    Visto tutto tranquillo, corre alla cappella. Angelotti appare subito dietro la cancellata)

    CAVARADOSSI
            

    (aprendo la cancellata ad Angelotti, che naturalmente ha dovuto udire il dialogo precedente)

    È buona la mia Tosca, ma credente
    al confessor nulla tiene celato,
    ond'io mi tacqui. È cosa più prudente.

    ANGELOTTI
            

    Siam soli?

    CAVARADOSSI
            

    Sì. Qual è il vostro disegno?...

    ANGELOTTI
            

    A norma degli eventi, uscir di stato
    o star celato in Roma... mia sorella...

    CAVARADOSSI
            

    L'Attavanti?

    ANGELOTTI
            

    Sì... ascose un muliebre

    abbigliamento là sotto l'altare...
    vesti, velo, ventaglio...

    (si guarda intorno con paura)

    Appena imbruni
    indosserò quei panni...

    CAVARADOSSI
            

    Or comprendo!
    Quel fare circospetto
    e il pregante fervore
    in giovin donna e bella
    m'avean messo in sospetto
    di qualche occulto amor!...
    Or comprendo!
    Era amor di sorella!

    ANGELOTTI
            

    Tutto ella ha osato
    onde sottrarmi a Scarpia, scellerato!

    CAVARADOSSI
            

    Scarpia?! Bigotto satiro che affina
    colle devote pratiche
    la foia libertina
    e strumento al lascivo talento

    (con forza crescente)

    fa il confessore e il boia!
    La vita mi costasse, vi salverò!
    Ma indugiar fino a notte è mal sicuro...

    ANGELOTTI
            

    Temo del sole!...

    CAVARADOSSI
            

    (indicando)

    La cappella mette

    a un orto mal chiuso, poi c'è un canneto
    che va lungi pei campi a una mia villa.

    ANGELOTTI
            

    M'è nota...

    CAVARADOSSI
            

    Ecco la chiave... ~ innanzi sera

    io vi raggiungo, ~ portate con voi
    le vesti femminili...

    ANGELOTTI
            

    (raccoglie in fascio le vestimenta sotto l'altare)

    Ch'io le indossi?

    CAVARADOSSI
            

    Per or non monta, il sentier è deserto...

    ANGELOTTI
            

    (per uscire)

    Addio!...

    CAVARADOSSI
            

    (accorrendo verso Angelotti)

    Se urgesse il periglio, correte

    al pozzo del giardin. L'acqua è nel fondo,
    ma a mezzo della canna, un picciol varco
    guida ad un antro oscuro,
    rifugio impenetrabile e sicuro!

    (un colpo di cannone; i due si guardano agitatissimi)

    ANGELOTTI
            

    Il cannon del castello!...

    CAVARADOSSI
            

    Fu scoperta

    la fuga! Or Scarpia i suoi sbirri sguinzaglia!

    ANGELOTTI
            

    Addio!

    CAVARADOSSI
    (con subita risoluzione)
            

    Anch'io verrò! Staremo all'erta!

    ANGELOTTI
            

    Odo qualcun!

    CAVARADOSSI
    (con entusiasmo)
            

    Se ci assalgon, battaglia!

    (escono rapidamente dalla cappella)
     
     

    atto
    Primo
       

    scena
    Settima

    Sagrestano - Allievi e Cantori della cappella - Chierici - Confratelli.
     

    SAGRESTANO
            

    (entra correndo, tutto scalmanato, gridando:)

    Sommo giubilo, eccellenza!...

    (guarda verso l'impalcato e rimane sorpreso di non trovarvi neppure questa volta il pittore)

    Non c'è più! Ne son dolente!...
    chi contrista un miscredente
    si guadagna un'indulgenza!

    (accorrono da ogni parte chierici, confratelli, allievi e cantori della cappella.

    Tutti costoro entrano tumultuosamente)

    SAGRESTANO
            

    Tutta qui la cantoria!
    Presto!...

    (altri allievi entrano in ritardo e alla fine si radunano tutti)
     

    ALLIEVI
            

    (colla massima confusione)

    Dove?

    SAGRESTANO
            

    In sagrestia...

    (spinge alcuni chierici)

    ALCUNI
            

    Ma che avvenne?

    SAGRESTANO
            

    No 'l sapete?

    (affannoso)

    Bonaparte... scellerato...
    Bonaparte...

    (si avvicinano al Sagrestano e lo attorniano, mentre accorrono altri che si uniscono ai primi)

    ALTRI ALLIEVI
            

    Ebben? Che fu?

    SAGRESTANO
            

    Fu spennato, sfracellato,
    è piombato a Belzebù!

    ALLIEVI,
            

    Chi lo dice?

    - È sogno!

    - È fola!

    CANTORI
    ecc.
         

    SAGRESTANO
            

    È veridica parola;
    or ne giunse la notizia!

    ALLIEVI,
            

    Si festeggi la vittoria!

    CANTORI
    ecc.
         
     
        

    SAGRESTANO
        

    E questa sera
    gran fiaccolata
    veglia di gala a palazzo Farnese,
    ed un'apposita
    nuova cantata
    con Floria Tosca!...
    E nelle chiese
    inni al signor!
    Or via a vestirvi,
    non più clamor!
     

    SAGRESTANO
            

    Via... via... in sagrestia!

    TUTTI
            

    Doppio soldo... Te Deum... Gloria!
    Viva il re!... Si festeggi la vittoria!

    (ridendo e gridando gioiosamente,

    senza badare al Sagrestano che inutilmente li spinge a urtoni verso la sagrestia)
     
     

    atto
    Primo
       

    scena
    Ottava

    Scarpia - Sagrestano - Cantori - Allievi, ecc.
    Spoletta - Sbirri.
     

    (le loro grida e le loro risa sono al colmo, allorché una voce ironica tronca bruscamente quella gazzarra volgare di canti e risa.

    È Scarpia: dietro a lui Spoletta e alcuni sbirri)

    SCARPIA
    (con grande autorità)
            

    Un tal baccano in chiesa! Bel rispetto!

    SAGRESTANO
    (balbettando impaurito)
            

    Eccellenza! il gran giubilo...

    SCARPIA
            

    Apprestate

    per il Te Deum.

    (tutti s'allontanano mogi; anche il Sagrestano fa per cavarsela, ma Scarpia bruscamente lo trattiene)

    SCARPIA
            

    Tu resta!

    SAGRESTANO
    (impaurito)
            

    Non mi muovo!

    SCARPIA
    (a Spoletta)
            

    E tu va, fruga ogni angolo, raccogli
    ogni traccia!

    SPOLETTA
            

    Sta bene!

    (fa cenno a due sbirri di seguirlo)

    SCARPIA
            

    (ad altri sbirri che eseguiscono)

    Occhio alle porte,

    senza dar sospetti!

    (al Sagrestano)

    Ora a te! Pesa

    le tue risposte. Un prigionier di stato
    fuggì pur ora da castel Sant'Angelo...

    (energico)

    S'è rifugiato qui...

    SAGRESTANO
            

    Misericordia!

    SCARPIA
            

    Forse c'è ancora. Dov'è la cappella
    degli Attavanti?

    SAGRESTANO
            

    Eccola.

    (va al cancello e lo vede socchiuso)

    Aperta! Arcangeli!

    E un'altra chiave!

    SCARPIA
            

    Buon indizio... Entriamo.

    (entrano nella cappella, poi ritornano:

    Scarpia, assai contrariato, ha fra le mani un ventaglio chiuso che agita nervosamente)

    SCARPIA
            

    (Fu grave sbaglio
    quel colpo di cannone! Il mariuolo
    spiccato ha il volo, ma lasciò una preda...
    preziosa... un ventaglio.)

    (agitandolo in aria)

    Qual complice il misfatto preparò?

    (resta alquanto pensieroso, poi guarda attentamente il ventaglio;

    ad un tratto egli vi scorge uno stemma, e vivamente esclama:)

    La marchesa Attavanti!...
    Il suo stemma!...

    (guarda intorno, scrutando ogni angolo della chiesa:

    i suoi occhi si arrestano sull'impalcato, sugli arnesi del pittore, sul quadro...

    e il noto viso dell'Attavanti gli appare riprodotto nel volto della santa)

    il suo ritratto!

    (al Sagrestano)

    Chi fe' quelle pitture?

    SAGRESTANO
            

    (ancor più invaso dalla paura)

    Il cavalier

    Cavaradossi...

    SCARPIA
            

    Lui!

    (uno degli sbirri che seguì Scarpia, torna dalla Cappella portando il paniere che Cavaradossi diede ad Angelotti)

    SAGRESTANO
            

    (vedendolo)

    Numi! Il paniere!

    SCARPIA
            

    (seguitando le sue riflessioni)

    (Lui! L'amante di Tosca! Un uom sospetto!
    Un volterrian!)

    SAGRESTANO
            

    (che avrà esaminato il paniere, con gran sorpresa esclama:)

    Vuoto?... Vuoto!...

    SCARPIA
            

    Che hai detto?

    (vede lo sbirro col paniere)

    Che fu?...

    SAGRESTANO
            

    (prendendo il paniere)

    Si ritrovò nella cappella

    questo panier.

    SCARPIA
            

    Tu lo conosci?...

    SAGRESTANO
            

    Certo!

    (è esitante e pauroso)

    È il cesto del pittor... ma... nondimeno...

    SCARPIA
            

    Sputa quello che sai.

    SAGRESTANO
            

    (sempre più impaurito e quasi piangendo gli mostra il paniere vuoto)

    Io lo lasciai ripieno
    di cibo prelibato...
    il pranzo del pittor!...

    SCARPIA
            

    (attento, inquirente per scoprir terreno)

    Avrà pranzato!

    SAGRESTANO
            

    Nella cappella?

    (facendo cenno di no colla mano)

    Non ne avea la chiave

    né contava pranzar... disse egli stesso.
    Onde l'avea già messo...
    al riparo.

    (mostra dove aveva riposto il paniere e ve lo lascia)
     

    SAGRESTANO
            

    (impressionato dal severo e silente contegno di Scarpia)

    (Libera me Domine!)

    (pausa)

    SCARPIA
            

    (Or tutto è chiaro...
    la provvista ~ del sacrista
    d'Angelotti fu la preda!)

    (scorgendo Tosca che entra nervosissima)

    Tosca? Che non mi veda.

    (appena vista entrare Tosca, si è abilmente nascosto dietro la colonna ov'è la pila dell'acqua benedetta, facendo imperioso cenno di rimanere al Sagrestano;

    il quale, tremante, imbarazzato, si reca vicino al palco del pittore)

    (Per ridurre un geloso allo sbaraglio
    Jago ebbe un fazzoletto... ed io un ventaglio!...)
     
     

    atto
    Primo
       

    scena
    Nona

    Tosca - Scarpia - Sagrestano.
     

    TOSCA
            

    (va dritta all'impalcato, ma non trovandovi Cavaradossi,

    sempre in grande agitazione va a cercarlo nella navata principale della chiesa)

    Mario?! Mario?!

    SAGRESTANO
            

    (che si trova ai piedi dell'impalco, avvicinandosi a Tosca)

    Il pittor

    Cavaradossi? Chi sa dove sia?
    Svanì, sgattaiolò
    per sua stregoneria.

    (se la svigna)
     

    TOSCA
            

    Ingannata? No!... no!...
    Tradirmi egli non può!

    (quasi piangendo)

    (Scarpia ha girato la colonna e si presenta a Tosca, sorpresa del suo subito apparire.

    Intinge le dita nella pila e le offre l'acqua benedetta;

    fuori suonano le campane che invitano alla chiesa)

    SCARPIA
    (insinuante e gentile)
            

    Tosca divina
    la mano mia
    la vostra aspetta ~ piccola manina,
    non per galanteria
    ma per offrirvi l'acqua benedetta...

    TOSCA
            

    (tocca le dita di Scarpia e si fa il segno della croce)

    Grazie, signor!

    SCARPIA
            

    Un nobile

    esempio è il vostro. Al cielo
    piena di santo zelo
    attingete dell'arte il magistero
    che la fede ravviva!

    TOSCA
            

    (distratta e pensosa)

    Bontà vostra...

    (cominciano ad entrare in chiesa ed a recarsi verso il fondo alcuni popolani)

    SCARPIA
            

    Le pie donne son rare...

    voi calcate la scena...

    (con intenzione)

    e in chiesa ci venite per pregar...

    TOSCA
    (sorpresa)
            

    Che intendete?...

    SCARPIA
            

    E non fate

    come certe sfrontate
    che han di Maddalena

    (indica il ritratto)

    viso e costumi...

    (con intenzione marcata)

    e vi trescan d'amore!

    TOSCA
            

    (scatta pronta)

    Che? D'amore? Le prove!

    SCARPIA
            

    (mostrandole il ventaglio)

    È arnese da pittore
    questo?

    TOSCA
            

    (lo afferra)

    Un ventaglio? Dove

    stava?

    (entrano alcuni contadini)

    SCARPIA
            

    Là su quel palco. Qualcun venne

    certo a sturbar gli amanti
    ed essa nel fuggir perdé le penne!...

    TOSCA
            

    (esaminando il ventaglio)

    La corona! Lo stemma! È l'Attavanti!
    Presago sospetto!...

    SCARPIA
            

    (Ho sortito l'effetto!)

    TOSCA
            

    (con grande sentimento, trattenendo a stento le lagrime, dimentica del luogo e di Scarpia)

    Ed io venivo a lui tutta dogliosa
    per dirgli: invan stassera,
    il ciel s'infosca...
    l'innamorata Tosca
    è prigioniera... dei regali tripudi.

    (entra un gruppo di pastori e ciociare)

    SCARPIA
            

    (Già il veleno l'ha rosa!)
     
        

    SCARPIA
    (mellifluo a Tosca)
        

    O che v'offende,

    dolce signora?...
    Una ribelle
    lagrima scende
    sovra le belle
    guancie e le irrora;
    dolce signora,
    che mai v'accora?
     

    TOSCA
            

    Nulla!

    (vari nobili signori accompagnano alcune donne)

    SCARPIA
            

    (con marcata intenzione)

    Darei la vita

    per asciugar quel pianto.

    TOSCA
            

    (non ascoltandolo)

    Io qui mi struggo e intanto
    d'altra in braccio le mie smanie deride!

    SCARPIA
            

    (Morde il veleno!)

    (entrano alcuni borghesi alla spicciolata)

    TOSCA
            

    (con grande amarezza)

    Dove son? Potessi

    coglierli, i traditori!

    (sempre più crucciosa)

    Oh qual sospetto!

    Ai doppi amori
    è la villa ricetto!

    (con immenso dolore)

    Traditor!

    Oh mio bel nido insozzato di fango!

    (con pronta risoluzione)

    Vi piomberò inattesa!

    (rivolta al quadro, minacciosa)

    Tu non l'avrai stassera. Giuro!

    SCARPIA
            

    (scandalizzato, quasi rimproverandola)

    In chiesa!

    TOSCA
            

    Dio mi perdona... egli vede ch'io piango!

    (piange dirottamente)

    (dopo aver accompagnato Tosca, ritorna presso la colonna e fa un cenno:

    subito si presenta Spoletta)

    (Scarpia la sorregge accompagnandola all'uscita, fingendo di rassicurarla)
     

    (appena uscita Tosca, la chiesa poco a poco va sempre più popolandosi.

    La folla si raggruppa nel fondo, in attesa del Cardinale; alcuni inginocchiati pregano)
     

    SCARPIA
            

    Tre sbirri... una carrozza... presto!... seguila
    dovunque vada!... non visto!... provvedi!

    SPOLETTA
            

    Sta bene! Il convegno?

    SCARPIA
            

    Palazzo Farnese!

    (Spoletta parte rapidamente con tre sbirri)
     

    SCARPIA
            

    Va' Tosca! Nel tuo cuor s'annida Scarpia!...
    È Scarpia
    che scioglie a volo il falco
    della tua gelosia. Quanta promessa
    nel tuo pronto sospetto!

    (con un sorriso sardonico)

    Esce il Corteggio che accompagna il Cardinale all'altare maggiore: i Soldati svizzeri fanno far largo alla Folla, che si dispone su due ali)
     

    (Scarpia s'inchina e prega al passaggio del cardinale)
     

    (il cardinale benedice la folla che reverente s'inchina)

    CAPITOLO
            

    Adjutorium nostrum in nomine Domini

    FOLLA
            

    qui fecit coelum et terram

    CAPITOLO
            

    sit nomen Domini benedictum

    FOLLA
            

    et hoc nunc et usquem in saeculum.
     

    SCARPIA
            

    (con ferocia)

    A doppia mira

    tendo il voler, né il capo del ribelle
    è la più preziosa. Ah di quegli occhi
    vittoriosi veder la fiamma

    (con passione erotica)

    illanguidir con spasimo d'amor
    fra le mie braccia...

    (ferocemente)

    l'uno al capestro,

    l'altra fra le mie braccia...

    (resta immobile guardando nel vuoto)

    (tutta la folla è rivolta verso l'altare maggiore; alcuni s'inginocchiano)

    FOLLA
            

    Te Deum laudamus:
    te Dominum confitemur!

    SCARPIA
            

    (riavendosi come da un sogno)

    Tosca, mi fai dimenticare iddio!

    (s'inginocchia e prega con entusiasmo religioso)

    FOLLA
            

    Te aeternum Patrem
    omnis terra veneratur!
     
     
     

    Fine ATTO I

  6. libretti
  7. atto
    Secondo
       

    scena
    Prima

    La camera di Scarpia al piano superiore del palazzo Farnese. Tavola imbandita. Un'ampia finestra verso il cortile del palazzo. È notte.
     

    SCARPIA
            

    (è seduto alla tavola e vi cena. Interrompe a tratti la cena per riflettere.

    Guarda l'orologio: è smanioso e pensieroso)

    Tosca è un buon falco!...
    Certo a quest'ora
    i miei segugi le due prede azzannano!
    Doman sul palco
    vedrà l'aurora
    Angelotti e il bel Mario al laccio pendere.

    (suona - entra Sciarrone)

    SCARPIA
            

    Tosca è a palazzo?...

    SCIARRONE
            

    Un ciambellan ne uscia

    pur ora in traccia...

    SCARPIA
            

    (accenna la finestra)

    Apri. ~ Tarda è la notte...

    (dal piano inferiore

    - ove la Regina di Napoli, Maria Carolina, dà una grande festa in onore di Melas -

    si ode il suonare di un'orchestra)

    Alla cantata ancor manca la diva,
    e strimpellan gavotte.

    (a Sciarrone)

    Tu attenderai la Tosca in sull'entrata;
    le dirai ch'io l'aspetto
    finita la cantata...

    (Sciarrone fa per andarsene)

    SCARPIA
            

    o meglio...

    (si alza e va a scrivere in fretta un biglietto)

    le darai questo biglietto.

    (Sciarrone esce)
     
        

    SCARPIA
    (torna alla tavola e mescendosi da bere dice:)
        

    Ella verrà... per amor del suo Mario!
    Per amor del suo Mario... al piacer mio

    s'arrenderà. Tal dei profondi amori,
    è la profonda miseria. Ha più forte
    sapore la conquista violenta
    che il mellifluo consenso. Io di sospiri
    e di lattiginose albe lunari
    poco m'appago. Non so trarre accordi
    di chitarra, né oroscopo di fior

    (sdegnosamente)

    né far l'occhio di pesce, o tubar come
    tortora!

    (s'alza, ma non si allontana dalla tavola)

    Bramo. ~ La cosa bramata

    perseguo, me ne sazio e via la getto...
    volto a nuova esca. Dio creò diverse
    beltà e vini diversi... Io vo' gustar
    quanto più posso dell'opra divina!

    (beve)
     

    SCIARRONE
            

    (entrando)

    Spoletta è giunto.

    SCARPIA
            

    (eccitatissimo, gridando)

    Entri. In buon punto!

    (Sciarrone esce per chiamare Spoletta, che accompagna nella sala, rimanendo poi presso la porta del fondo)
     
     

    atto
    Secondo
       

    scena
    Seconda

    Scarpia - Spoletta - Sciarrone.
     

    SCARPIA
            

    (si siede e tutt'occupato a cenare, interroga intanto Spoletta senza guardarlo)

    O galantuomo, come andò la caccia?...

    SPOLETTA
            

    (avanzandosi un poco ed impaurito)

    (Sant'Ignazio m'aiuta!)
    Della signora seguimmo la traccia.
    Giunti a un'erma villetta
    tra le fratte perduta...
    ella v'entrò. N'escì sola ben presto.
    Allor scavalco lesto
    il muro del giardin coi miei cagnotti
    e piombo in casa...

    SCARPIA
            

    Quel bravo Spoletta!

    SPOLETTA
            

    (esitando)

    Fiuto!... razzolo!... frugo!...

    SCARPIA
            

    (si avvede dell'indecisione di Spoletta e si leva ritto, pallido d'ira, le ciglia corrugate)

    Ah! L'Angelotti?...

    SPOLETTA
            

    Non s'è trovato.

    SCARPIA
    (furente)
            

    Ah cane! Ah traditore!

    Ceffo di basilisco,

    (gridando)

    alle forche!

    SPOLETTA
            

    (tremante, cerca di scongiurare la collera di Scarpia)

    Gesù!

    (timidamente)

    C'era il pittor...

    SCARPIA
            

    (interrompendolo)

    Cavaradossi?

    SPOLETTA
            

    (accenna di sì, ed aggiunge pronto:)

    Ei sa

    dove l'altro s'asconde... ogni suo gesto,
    ogni accento tradìa
    tal beffarda ironia,
    ch'io lo trassi in arresto...

    SCARPIA
            

    (con sospiro di soddisfazione)

    Meno male!

    SPOLETTA
            

    (accenna all'anticamera)

    Egli è là.

    (Scarpia passeggia meditando: ad un tratto si arresta:

    dall'aperta finestra odesi la cantata eseguita dai cori nella sala della regina)
     
        

    CORO, TOSCA
    interno
        

    Sale, ascende l'uman cantico,

    varca spazi, varca cèli,
    per ignoti soli empirei,
    profetati dai vangeli,
    a te giunge o re dei re,
    questo canto voli a te.
    A te quest'inno voli
    sommo iddio della vittoria.
    Dio che fosti innanzi ai secoli
    alle cantiche degli angeli
    quest'inno di gloria
    or voli a te!
     

    SCARPIA
            

    (gli balena un'idea e subito dice a Spoletta:)

    Introducete il cavalier.

    (Spoletta esce)

    SCARPIA
    (a Sciarrone)
            

    A me

    Roberti e il giudice del fisco.

    (Sciarrone esce; Scarpia siede di nuovo a tavola)
     
     

    atto
    Secondo
       

    scena
    Terza

    Spoletta e tre sbirri introducono Mario Cavaradossi. Poi Roberti, esecutore di giustizia, il Giudice del fisco con uno Scrivano e Sciarrone.
     

    CAVARADOSSI
            

    (altero, avanzandosi con impeto)

    Tal violenza!...

    SCARPIA
            

    (con studiata cortesia)

    Cavalier, vi piaccia

    accomodarvi...

    CAVARADOSSI
            

    Vo' saper...

    SCARPIA
            

    (accennando una sedia al lato opposto della tavola)

    Sedete...

    CAVARADOSSI
            

    (rifiutando)

    Aspetto.

    SCARPIA
            

    E sia! ~

    (guarda fisso Cavaradossi, prima di interrogarlo)

    V'è noto che un prigione...

    (odesi la voce di Tosca che prende parte alla Cantata)

    CAVARADOSSI
    (commosso)
            

    La sua voce!...

    SCARPIA
            

    (che si era interrotto all'udire la voce di Tosca, riprende)

    ...v'è noto che un prigione

    oggi è fuggito da castel Sant'Angelo?

    CAVARADOSSI
            

    Ignoro.

    SCARPIA
            

    Eppur, si pretende che voi

    l'abbiate accolto in Sant'Andrea, provvisto
    di cibo e di vesti...

    CAVARADOSSI
    (risoluto)
            

    Menzogna!

    SCARPIA
            

    (continuando a mantenersi calmo)

    ...e guidato

    ad un vostro podere suburbano...

    CAVARADOSSI
            

    Nego. ~ Le prove?

    SCARPIA
    (mellifluo)
            

    Un suddito fedele...

    CAVARADOSSI
            

    Al fatto. Chi mi accusa?

    (ironico)

    I vostri sbirri

    invan frugar la villa.

    SCARPIA
            

    Segno

    che è ben celato.

    CAVARADOSSI
            

    Sospetti di spia!

    SCARPIA
            

    (offeso, interviene)

    Alle nostre ricerche egli rideva...

    CAVARADOSSI
            

    E rido ancor!

    SCARPIA
            

    (terribile, alzandosi)

    Questo è luogo di lacrime!

    (minaccioso)

    Badate!

    (nervosissimo)

    Or basta! Rispondete!

    (irritato e disturbato dalle voci della cantata va a chiudere la finestra:

    poi si rivolge imperioso a Cavaradossi:)

    Dov'è Angelotti?

    CAVARADOSSI
            

    Non lo so.

    SCARPIA
            

    Negate

    d'avergli dato cibo?

    CAVARADOSSI
            

    Nego!

    SCARPIA
            

    E vesti?

    CAVARADOSSI
            

    Nego!

    SCARPIA
            

    E asilo nella villa?

    e che là sia nascosto?

    CAVARADOSSI
    (con forza)
            

    Nego! nego!
     

    SCARPIA
            

    (quasi paternamente, ritornando calmo)

    Via, cavaliere, riflettete: saggia
    non è cotesta ostinatezza vostra.
    Angoscia grande, pronta confessione
    eviterà! Io vi consiglio, dite:
    dov'è dunque Angelotti?

    CAVARADOSSI
            

    Non lo so.

    SCARPIA
            

    Ancor,

    l'ultima volta: dov'è?

    CAVARADOSSI
            

    Nol so!

    SCARPIA
            

    (O bei tratti di corda!)
     
     

    atto
    Secondo
       

    scena
    Quarta

    Tosca, entra affannosa.
     

    SCARPIA
            

    (vedendo Tosca)

    (Eccola!)

    TOSCA
            

    (vede Cavaradossi e corre ad abbracciarlo)

    Mario?!

    Tu qui?

    CAVARADOSSI
    (sommessamente)
            

    (Di quanto là vedesti, taci,

    o m'uccidi!)

    (Tosca accenna che ha capito)

    SCARPIA
    (con solennità)
            

    Mario Cavaradossi,

    qual testimone il giudice vi aspetta.

    (a Roberti)

    Pria le forme ordinarie... Indi... ai miei cenni...

    (fa cenno a Sciarrone di aprire l'uscio che dà alla camera della tortura.

    Il giudice vi entra e gli altri lo seguono, rimanendo Tosca e Scarpia. Spoletta si ritira presso alla porta in fondo alla sala)
     

    (Sciarrone chiude l'uscio. Tosca fa un atto di grande sorpresa: Scarpia, studiatamente gentile, la rassicura)

    SCARPIA
    (con galanteria)
            

    Ed or fra noi da buoni amici. Via
    quell'aria sgomentata...

    (accenna a Tosca di sedere)

    TOSCA
            

    (siede con calma studiata)

    Sgomento alcun non ho...

    SCARPIA
            

    La storia del ventaglio?

    (passa dietro al canapè sul quale è seduta Tosca e vi si appoggia, parlando sempre con galanteria)

    TOSCA
            

    (con simulata indifferenza)

    Fu sciocca gelosia...

    SCARPIA
            

    L'Attavanti non era dunque alla villa?

    TOSCA
            

    No:

    egli era solo.

    SCARPIA
            

    Solo?

    (indagando con malizia)

    Ne siete ben sicura?

    TOSCA
            

    (con insistenza stizzosa)

    Nulla sfugge ai gelosi. Solo! solo!

    SCARPIA
            

    (prende una sedia, la porta di fronte a Tosca, vi si siede e la guarda fissamente)

    Davver?!

    TOSCA
            

    (irritata)

    Solo, sì!

    SCARPIA
            

    Quanto fuoco! Par che abbiate paura

    di tradirvi.

    (rivolgendosi verso l'uscio della camera della tortura chiamando)

    Sciarrone, che dice il cavalier?

    SCIARRONE
            

    (apparendo sul limitare dell'uscio)

    Nega.

    SCARPIA
            

    (a voce più alta verso l'uscio aperto)

    Insistiamo.

    (Sciarrone rientra nella camera della tortura, chiudendone l'uscio)

    TOSCA
            

    (ridendo)

    Oh, è inutil!

    SCARPIA
            

    (serissimo, si alza e passeggia)

    Lo vedremo, signora.

    TOSCA
            

    (lentamente, con sorriso ironico)

    Dunque, per compiacervi, si dovrebbe mentir?

    SCARPIA
            

    No, ma il vero potrebbe abbreviargli un'ora
    assai penosa...

    TOSCA
            

    (sorpresa)

    Un'ora penosa? Che vuol dir?

    Che avviene in quella stanza?

    SCARPIA
            

    È forza che si adempia

    la legge.

    TOSCA
            

    Oh! Dio!... Che avvien?!!

    SCARPIA
            

    (con espressione di ferocia e con forza crescente)

    Legato mani e piè

    il vostro amante ha un cerchio uncinato alle tempia,
    che ad ogni niego ne sprizza sangue senza mercé!

    TOSCA
            

    (balza in piedi)

    Non è ver, non è ver! Sogghigno di demone...

    (ascolta con grande ansietà, le mani nervosamente avvinghiate alla spalliera del canapè)
     

    CAVARADOSSI
    voce esterna
            

    Ahimè!

    (gemito prolungato)

    TOSCA
            

    Un gemito? Pietà, pietà!

    SCARPIA
            

    Sta in voi di salvarlo.

    TOSCA
            

    Ebben... ma cessate!

    SCARPIA
            

    (va presso all'uscio)

    Sciarrone,

    sciogliete!

    SCIARRONE
            

    (si presenta sul limitare)

    Tutto?

    SCARPIA
            

    Tutto.

    (Sciarrone entra di nuovo nella camera della tortura, chiudendo)

    SCARPIA
    (a Tosca)
            

    Ed or la verità...

    TOSCA
            

    Ch'io lo veda!

    SCARPIA
            

    No!

    TOSCA
            

    (riesce ad avvicinarsi all'uscio)

    Mario!

    CAVARADOSSI
    voce esterna
            

    (dolorosamente)

    Tosca!

    TOSCA
            

    Ti fanno male

    ancor?

    CAVARADOSSI
    voce esterna
            

    No. ~ Coraggio! ~ Taci! ~ Sprezzo il dolor!

    SCARPIA
            

    (avvicinandosi a Tosca)

    Orsù, Tosca, parlate.

    TOSCA
            

    (rinfrancata dalle parole di Cavaradossi)

    Non so nulla!

    SCARPIA
            

    Non vale

    quella prova? Roberti, ripigliamo...

    (fa per avvicinarsi all'uscio)

    TOSCA
            

    (si mette fra l'uscio e Scarpia, per impedire che dia l'ordine)

    No! Fermate!
     

    SCARPIA
            

    Voi parlerete?

    TOSCA
            

    No... mostro!

    Lo strazi... l'uccidi!

    SCARPIA
            

    Lo strazia quel vostro
    silenzio assai più.

    (ride)

    TOSCA
            

    Tu ridi...
    all'orrida pena?

    SCARPIA
            

    (con entusiasmo)

    Mai Tosca alla scena
    più tragica fu!

    (Tosca, inorridita, si allontana da Scarpia che, preso da subitaneo senso di ferocia, si rivolge a Spoletta)

    SCARPIA
            

    (gridando)

    Aprite le porte
    che n'oda i lamenti!

    (Spoletta apre l'uscio e sta ritto sulla soglia)

    CAVARADOSSI
    voce esterna
            

    Vi sfido!

    SCARPIA
            

    (gridando a Roberti)

    Più forte! Più forte!

    CAVARADOSSI
    voce esterna
            

    Vi sfido!

    SCARPIA
    (a Tosca)
            

    Parlate...

    TOSCA
            

    Che dire?

    SCARPIA
            

    Su, via!

    TOSCA
            

    Ah! non so nulla!

    (disperata)

    Dovrei mentir?

    SCARPIA
            

    (insistendo)

    Dite dov'è Angelotti? parlate
    su, via, dove celato sta?

    TOSCA
            

    No! ~ Ah! Più non posso! ~ Che orror!
    Cessate il martir! È troppo il soffrir!

    (si rivolge ancora supplichevole a Scarpia, il quale fa cenno a Spoletta di lasciare avvicinare Tosca: questa va presso all'uscio aperto ed esterrefatta alla vista dell'orribile scena, si rivolge a Cavaradossi col massimo dolore:)

    TOSCA
            

    Mario, consenti
    ch'io parli?

    CAVARADOSSI
    voce esterna
            

    (spezzata)

    No!

    TOSCA
            

    (con insistenza)

    Ascolta,

    non posso più...

    CAVARADOSSI
    voce esterna
            

    Stolta,

    che sai?... che puoi dir?...

    SCARPIA
            

    (irritatissimo per le parole di Cavaradossi e temendo che da queste Tosca sia ancora incoraggiata a tacere, grida terribile a Spoletta:)

    Ma fatelo tacere!
     

    (Spoletta entra nella camera della tortura e n'esce poco dopo, mentre Tosca, vinta dalla terribile commozione, cade prostrata sul canapè e con voce singhiozzante si rivolge a Scarpia che sta impassibile e silenzioso)

    TOSCA
            

    Che v'ho fatto in vita mia? Son io
    che così torturate!... torturate
    l'anima...

    (scoppia in singhiozzi, mormorando:)

    Sì, l'anima mi torturate!

    SPOLETTA
            

    (brontolando in attitudine di preghiera)

    Judex ergo, cum sedebit,
    quidquid latet apparebit,
    nil inultum remanebit.
     

    (Scarpia, profittando dell'accasciamento di Tosca, va presso la camera della tortura e fa cenno di ricominciare il supplizio - un grido orribile si fa udire - Tosca si alza di scatto e subito con voce soffocata dice rapidamente a Scarpia:)

    TOSCA
            

    Nel pozzo... nel giardino...

    SCARPIA
            

    Là è Angelotti?...

    TOSCA
            

    (soffocato)

    Sì...

    SCARPIA
            

    (forte, verso la camera della tortura)

    Basta, Roberti.

    SCIARRONE
            

    (che ha aperto l'uscio)

    È svenuto!

    TOSCA
    (a Scarpia)
            

    Assassino!

    Voglio vederlo.

    SCARPIA
    (a Sciarrone)
            

    Portatelo qui!...
     

    (Sciarrone rientra e subito appare Cavaradossi svenuto, portato dagli sbirri che lo depongono sul canapè. Tosca corre a lui, ma l'orrore della vista dell'amante insanguinato è così forte, ch'essa sgomentata si copre il volto per non vederlo - poi, vergognosa di questa sua debolezza, si inginocchia presso di lui, baciandolo e piangendo.

    Sciarrone, il giudice, Roberti, lo scrivano escono dal fondo, mentre, ad un cenno di Scarpia, Spoletta ed gli sbirri si fermano)
     

    CAVARADOSSI
            

    (riavendosi)

    Floria!

    TOSCA
            

    (coprendolo di baci)

    Amore...

    CAVARADOSSI
            

    Sei tu?

    TOSCA
            

    (caldamente)

    Quanto hai penato

    anima mia!... Ma il giusto
    iddio lo punirà!

    CAVARADOSSI
            

    Tosca, hai parlato?

    TOSCA
            

    No, amor...

    CAVARADOSSI
            

    Davvero?...

    SCARPIA
    (a Spoletta con autorità)
            

    Nel pozzo

    del giardino. ~ Va', Spoletta!

    (Spoletta esce: Cavaradossi, che ha udito, si leva minaccioso contro Tosca; poi le forze l'abbandonano e si lascia cadere sul canapè, esclamando con rimprovero pieno di amarezza verso Tosca:)

    CAVARADOSSI
            

    M'hai tradito!

    TOSCA
            

    (supplichevole)

    Mario!

    CAVARADOSSI
            

    (respingendo Tosca che si abbraccia stretta a lui)

    Maledetta!
     

    (Sciarrone, a un tratto, irrompe tutto affannoso)
     

    SCIARRONE
            

    Eccellenza! quali nuove!...

    SCARPIA
    (sorpreso)
            

    Che vuol dir quell'aria afflitta?

    SCIARRONE
            

    Un messaggio di sconfitta...

    SCARPIA
            

    Che sconfitta? Come? Dove?

    SCIARRONE
            

    A Marengo...

    SCARPIA
    (impazientito, gridando)
            

    Tartaruga!

    SCIARRONE
            

    Bonaparte è vincitor!

    SCARPIA
            

    Melas...

    SCIARRONE
            

    No! Melas è in fuga!...

    (Cavaradossi, che con ansia crescente ha udito le parole di Sciarrone, trova nel proprio entusiasmo la forza di alzarsi minaccioso in faccia a Scarpia)

    CAVARADOSSI
            

    Vittoria! Vittoria!
     
        

    CAVARADOSSI
        

    L'alba vindice appar

    che fa gli empi tremar!
    Libertà sorge, crollan

    tirannidi!

    Del sofferto martir

    me vedrai qui gioir...
    il tuo cor trema, o Scarpia,

    carnefice!

    (Tosca, disperatamente aggrappandosi a Cavaradossi, tenta, con parole interrotte, di farlo tacere)

    TOSCA
            

    Mario, taci, pietà di me!

    SCARPIA
            

    (fissa cinicamente Cavaradossi)

    Braveggia, urla! ~ T'affretta
    a palesarmi il fondo
    dell'alma ria!
    Va'! ~ Moribondo,
    il capestro t'aspetta!

    (ed irritato per le parole di Cavaradossi, grida agli sbirri:)

    Portatemelo via!

    (Sciarrone ed gli sbirri s'impossessano di Cavaradossi e lo trascinano verso la porta - Tosca con un supremo sforzo tenta di tenersi stretta a Cavaradossi, ma invano: essa è brutalmente respinta)

    TOSCA
            

    Mario... con te...

    (gli sbirri conducono via Cavaradossi; li segue Sciarrone:

    Tosca si avventa per seguir Cavaradossi, ma Scarpia si colloca innanzi la porta e la chiude, respingendo Tosca)

    SCARPIA
            

    Voi no!
     
     

    atto
    Secondo
       

    scena
    Quinta

    Tosca - Scarpia.
     

    TOSCA
    (come un gemito
            

    Salvatelo!

    SCARPIA
            

    Io?... voi!

    (si avvicina alla tavola, vede la sua cena lasciata a mezzo e ritorna calmo e sorridente)
     

    SCARPIA
            

    La povera mia cena fu interrotta.

    (vede Tosca abbattuta, immobile, ancora presso la porta)

    Così accasciata?... Via, mia bella signora,
    sedete qui. ~ Volete che cerchiamo
    insieme il modo di salvarlo?

    (Tosca si scuote e lo guarda: Scarpia sorride sempre e si siede, accennando in pari tempo di sedere a Tosca)

    E allor... sedete... e favelliamo.

    (forbisce un bicchiere col tovagliolo, quindi lo guarda a traverso la luce del candelabro)

    E intanto

    un sorso. È vin di Spagna...

    (riempie il bicchiere e lo porge a Tosca)

    Un sorso

    (con gentilezza)

    per rincorarvi.

    TOSCA
            

    (siede in faccia a Scarpia, guardandolo fissamente.

    Appoggiando i gomiti sul tavolo, colle mani si sorregge il viso, e coll'accento del più profondo disprezzo chiede a Scarpia:)

    Quanto?

    SCARPIA
            

    (imperturbabile, versandosi da bere)

    Quanto?

    TOSCA
            

    Il prezzo!...
     
        

    SCARPIA
    (ride)
        

    Già. ~ Mi dicon venal, ma a donna bella

    (insinuante e con intenzione)

    non mi vendo a prezzo di moneta.
    Se la giurata fede
    devo tradir... ne voglio altra mercede.
    Quest'ora io l'attendeva!
    Già mi struggea
    l'amor della diva!
    Ma poc'anzi ti mirai
    qual non ti vidi mai!

    (eccitatissimo, si alza)

    Quel tuo pianto era lava ai sensi miei
    e il tuo sguardo
    che odio in me dardeggiava,
    mie brame inferociva!...
    Agil qual leopardo
    t'avvinghiasti all'amante. ~ Ah! In quell'istante
    t'ho giurata mia!...
    Mia!

    (si avvicina, stendendo le braccia verso Tosca:

    questa, che aveva ascoltato immobile, impietrita, le lascive parole di Scarpia, s'alza di scatto e si rifugia dietro il canapè)

    TOSCA
            

    Ah!

    SCARPIA
            

    (quasi inseguendola)

    Sì, t'avrò!...

    TOSCA
            

    (inorridita corre alla finestra)

    Piuttosto giù mi avvento!

    SCARPIA
    (freddamente)
            

    In pegno

    il Mario tuo mi resta!...

    TOSCA
            

    Ah! miserabile...

    l'orribile mercato!

    (le balena l'idea di recarsi presso la Regina e corre verso la porta)

    SCARPIA
            

    (che ne indovina il pensiero, si tira in disparte)

    Violenza non ti farò. Sei libera.
    Va' pure.

    (Tosca con un grido di gioia fa per uscire: Scarpia con un gesto e ridendo ironicamente la trattiene)

    Ma è fallace speranza... la regina

    farebbe grazia ad un cadavere!

    (Tosca retrocede spaventata, e fissando Scarpia si lascia cadere sul canapè:

    poi stacca gli occhi da Scarpia con un gesto di supremo disgusto e di odio)

    Come tu m'odii!

    (con accento convinto e con compiacenza)

    TOSCA
    (con tutto l'odio e il disprezzo)
            

    Ah! Dio!...

    SCARPIA
            

    (avvicinandosele)

    Così ti voglio!

    TOSCA
    (esasperata)
            

    Non toccarmi, demonio! T'odio, t'odio,
    abbietto, vile!

    (fugge da Scarpia inorridita)

    SCARPIA
            

    Che importa?!

    (avvicinandosele ancor più)

    Spasimi d'ira... spasimi d'amore!
     

    TOSCA
            

    Vile!

    SCARPIA
            

    (cerca di afferrarla)

    Mia!

    TOSCA
            

    (si ripara dietro la tavola)

    Vile!

    SCARPIA
            

    (inseguendola)

    Mia!

    TOSCA
            

    Aiuto!

    (un lontano rullo di tamburi a poco a poco s'avvicina, poi si dilegua lontano)

    SCARPIA
            

    (fermandosi)

    Odi?

    È il tamburo. S'avvia. Guida la scorta
    ultima ai condannati. Il tempo passa!

    (Tosca, dopo aver ascoltato con ansia terribile, si allontana dalla finestra e si appoggia, estenuata, al canapè)

    SCARPIA
            

    Sai... quale oscura opra laggiù si compia?
    Là... si drizza un patibolo!...

    (Tosca fa un movimento di disperazione e di spavento)

    SCARPIA
            

    Al tuo Mario,

    per tuo voler, non resta che un'ora di vita.

    (freddamente si appoggia ad un angolo della tavola, continuando a guardare Tosca)
     

    (Tosca affranta dal dolore si lascia cadere sul canapè)
     

    (freddamente Scarpia va ad appoggiarsi ad un angolo della tavola, si versa del caffè e lo assorbe mentre continua a guardare Tosca)
     
        

    TOSCA
    (nel massimo dolore)
        

    Vissi d'arte, vissi d'amore,

    non feci mai male ad anima viva!...
    con man furtiva
    quante miserie conobbi, aiutai...
    sempre con fé sincera,
    la mia preghiera
    ai santi tabernacoli salì.

    Sempre con fé sincera

    diedi fiori agli altar.

    (alzandosi)

    Nell'ora del dolore

    perché, perché signore,
    perché me ne rimuneri così?

    Diedi gioielli

    della madonna al manto,
    e diedi il canto
    agli astri, al ciel, che ne ridean più belli.

    Nell'ora del dolore,

    perché, perché signore,
    perché me ne rimuneri così?

    (singhiozzando)
     

    SCARPIA
            

    (avvicinandosi di nuovo a Tosca)

    Risolvi!

    TOSCA
            

    Mi vuoi supplice ai tuoi piedi!

    (inginocchiandosi innanzi a Scarpia)

    Vedi,

    (singhiozza)

    le man giunte io stendo a te!

    (alzando le mani giunte)

    Ecco... vedi...

    (con accento disperato)

    e mercé d'un tuo detto,

    vinta, aspetto...

    (avvilita)

    SCARPIA
            

    Sei troppo bella, Tosca, e troppo amante.
    Cedo. ~ A misero prezzo
    tu, a me una vita, io, a te chieggo un istante!

    TOSCA
            

    (alzandosi, con un senso di gran disprezzo)

    Va'! ~ Va'! ~ Mi fai ribrezzo!

    (bussano alla porta)

    SCARPIA
            

    Chi è là?

    SPOLETTA
            

    (entrando tutto frettoloso e trafelato)

    Eccellenza, l'Angelotti al nostro

    giungere si uccise.

    SCARPIA
            

    Ebbene, lo si appenda

    morto alle forche! E l'altro prigionier?

    SPOLETTA
            

    Il cavalier Cavaradossi? È tutto
    pronto, eccellenza!

    TOSCA
            

    (Dio m'assisti!)

    SCARPIA
            

    (a Spoletta)

    Aspetta.

    (piano a Tosca)

    Ebbene?

    (Tosca accenna di sì col capo e dalla vergogna piangendo affonda la testa fra i cuscini del canapè)

    SCARPIA
    (a Spoletta)
            

    Odi...

    TOSCA
            

    (interrompendo subito Scarpia)

    Ma libero all'istante lo voglio!

    SCARPIA
    (a Tosca)
            

    Occorre simular. Non posso
    far grazia aperta. Bisogna che tutti
    abbian per morto il cavalier.

    (accenna a Spoletta)

    Quest'uomo

    fido provvederà.

    TOSCA
            

    Chi m'assicura?

    SCARPIA
            

    L'ordin ch'io gli darò voi qui presente.

    (a Spoletta)

    Spoletta: chiudi.

    (Spoletta frettolosamente chiude la porta, poi ritorna presso Scarpia)

    Ho mutato d'avviso...

    il prigionier sia fucilato.

    (Tosca scatta atterrita)

    Attendi...

    (fissa con intenzione Spoletta che accenna replicatamente col capo di indovinare il pensiero di Scarpia)

    Come facemmo col conte Palmieri...

    SPOLETTA
            

    Un'uccisione...

    SCARPIA
    (subito con marcata intenzione)
            

    ...simulata!... Come

    avvenne del Palmieri! Hai ben compreso?

    SPOLETTA
            

    Ho ben compreso.

    SCARPIA
            

    Va'.

    TOSCA
            

    (che ha ascoltato avidamente, interviene)

    Voglio avvertirlo

    io stessa.

    SCARPIA
            

    E sia.

    (a Spoletta, indicando Tosca)

    Le darai passo. Bada:

    all'ora quarta...

    (marcando intenzionalmente)

    SPOLETTA
            

    (con intenzione)

    Sì. Come Palmieri...

    (esce)

    (Scarpia, ritto presso la porta, ascolta Spoletta allontanarsi,

    poi trasformato nel viso e nei gesti si avvicina con grande passione a Tosca)

    SCARPIA
            

    Io tenni la promessa...

    TOSCA
            

    (arrestandolo)

    Non ancora.

    Voglio un salvacondotto onde fuggir
    dallo stato con lui.

    SCARPIA
            

    (con galanteria)

    Partir dunque volete?

    TOSCA
            

    (con accento convinto)

    Sì, per sempre!

    SCARPIA
            

    Si adempia il voler vostro.

    (va allo scrittoio; si mette a scrivere, interrompendosi per domandare a Tosca:)

    E qual via scegliete?

    (mentre Scarpia scrive, Tosca si è avvicinata alla tavola e con la mano tremante prende il bicchiere di vino di Spagna versato da Scarpia, ma nel portare il bicchiere alle labbra, scorge sulla tavola un coltello affilato ed a punta;

    dà un'occhiata a Scarpia che in quel momento è occupato a scrivere - e con infinite precauzioni cerca d'impossessarsi del coltello, rispondendo alle domande di Scarpia ch'essa sorveglia attentamente)

    TOSCA
            

    La più breve!

    SCARPIA
            

    Civitavecchia?

    TOSCA
            

    Sì.

    (finalmente ha potuto prendere il coltello, che dissimula dietro di sé appoggiandosi alla tavola e sempre sorvegliando Scarpia.

    Questi ha finito di scrivere il salvacondotto, vi mette il sigillo, ripiega il foglio: quindi aprendo le braccia si avvicina a Tosca per avvincerla a sé)

    SCARPIA
            

    Tosca, finalmente mia!...

    (ma l'accento voluttuoso si cambia in un grido terribile - Tosca lo ha colpito in pieno petto)

    SCARPIA
    (gridando)
            

    Maledetta!

    TOSCA
    (gridando)
            

    Questo è il bacio di Tosca!

    SCARPIA
    (con voce strozza)
            

    Aiuto! Muoio!

    (barcollando cerca di aggrapparsi a Tosca, che indietreggia terrorizzata)

    Soccorso! Muoio!

    TOSCA
    (con odio, a Scarpia)
            

    Ti soffoca il sangue?

    (Scarpia si dibatte inutilmente e cerca di rialzarsi, aggrappandosi al canapè)

    E ucciso da una donna!
    M'hai assai torturata!...
    Odi tu ancora? Parla!... Guardami!...
    Son Tosca!... o Scarpia!

    SCARPIA
    (soffocato)
            

    (fa un ultimo sforzo, poi cade riverso)

    Soccorso, aiuto!

    (rantolando)

    Muoio!

    TOSCA
            

    (piegandosi sul viso di Scarpia)

    Muori dannato! Muori, Muori!

    (Scarpia rimane rigido)

    È morto! Or gli perdono!

    (senza togliere lo sguardo dal cadavere di Scarpia, va al tavolo, prende una bottiglia d'acqua e inzuppando un tovagliolo si lava le dita, poi si ravvia i capelli guardandosi allo specchio.

    Si sovviene del salvacondotto... lo cerca sullo scrittoio, ma non lo trova; lo cerca ancora, finalmente vede il salvacondotto nella mano raggrinzita di Scarpia. Solleva il braccio di Scarpia, che poi lascia cadere inerte, dopo aver tolto il salvacondotto che nasconde in petto)

    E avanti a lui tremava tutta Roma!

    (si avvia per uscire, ma si pente, va a prendere le due candele che sono sulla mensola a sinistra e le accende al candelabro sulla tavola spegnendo poi questo.

    Colloca una candela accesa a destra della testa di Scarpia. Mette l'altra candela a sinistra.

    Cerca di nuovo intorno e vedendo un crocefisso va a staccarlo dalla parete e portandolo religiosamente si inginocchia per posarlo sul petto di Scarpia.

    Si alza e con grande precauzione esce, richiudendo dietro a sé la porta)
     
     
     

    Fine ATTO II
atto
Terzo
   

scena
Prima

La piattaforma di Castel Sant'Angelo.
A sinistra, una casamatta: vi è collocata una tavola, sulla quale stanno una lampada, un grosso registro e l'occorrente per scrivere: una panca, una sedia. Su di una parete della casamatta un crocifisso: davanti a questo è appesa una lampada. A destra, l'apertura di una piccola scala per la quale si ascende alla piattaforma. Nel fondo il Vaticano e San Pietro.
Notte - Cielo sereno, scintillante di stelle.
 

(si odono, lontane, le campanelle d'un armento: di mano in mano vanno sempre più affievolendosi)
 
    

PASTORE
voce
    

Io de' sospiri,

ve ne rimanno tanti
pe' quante foie
ne smoveno li venti.

Tu me disprezzi,

io me ci accoro,
lampene d'oro
me fai morir!
 

(la luce incerta e grigia che precede l'alba: le campane delle chiese suonano mattutino)
 

Un Carceriere con una lanterna sale dalla scala, va alla casamatta e vi accende la lampada sospesa davanti al crocifisso, poi quella sulla tavola.

Poi va in fondo alla piattaforma e guarda giù nel cortile sottostante per vedere se giunge il picchetto dei Soldati, col Condannato. Si incontra con una Sentinella che percorre tutt'all'intorno la piattaforma e scambiate colla stessa alcune parole, ritorna alla casamatta, siede ed aspetta mezzo assonnato.

Più tardi un Picchetto, comandato da un Sergente di guardia, sale sulla piattaforma accompagnando Cavaradossi: il Picchetto si arresta e il Sergente conduce Cavaradossi nella casamatta, consegnando un foglio al Carceriere. - Il Carceriere esamina il foglio, apre il registro e vi scrive mentre interroga.
 
 

atto
Terzo
   

scena
Seconda

Il Carceriere - Cavaradossi - Un Sergente - Soldati.
 

CARCERIERE
        

Mario Cavaradossi?

(Cavaradossi china il capo, assentendo. Il carceriere porge la penna al sergente)

CARCERIERE
        

A voi.

(il sergente firma il registro, poi parte coi soldati, scendendo per la scala)

CARCERIERE
        

Vi resta

un'ora... Un sacerdote i vostri cenni
attende.

CAVARADOSSI
        

No! Ma un'ultima grazia

io vi richiedo...

CARCERIERE
        

Se posso...

CAVARADOSSI
        

Io lascio al mondo

una persona cara. Consentite
ch'io le scriva un sol motto.

(togliendosi dal dito un anello)

Unico resto

di mia ricchezza è questo
anel... se promettete
di consegnarle il mio
ultimo addio,
esso è vostro...

CARCERIERE
        

(tituba un poco, poi accetta e facendo cenno a Cavaradossi di sedere alla tavola, va a sedere sulla panca)

Scrivete...
 

(rimane alquanto pensieroso, quindi si mette a scrivere... ma dopo tracciate alcune linee è invaso dalle rimembranze, e si arresta dallo scrivere)
    

CAVARADOSSI
(pensando)
    

E lucevan le stelle... e olezzava

la terra... ~ stridea l'uscio
dell'orto... ~ e un passo sfiorava la rena...
entrava ella, fragrante,
mi cadea fra le braccia...

Oh! dolci baci, o languide carezze,

mentr'io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!

Svanì per sempre il sogno mio d'amore...

l'ora è fuggita...
e muoio disperato!

E non ho amato mai tanto la vita!...

(scoppia in singhiozzi, coprendosi il volto colle mani)
 

Dalla scala viene Spoletta, accompagnato dal Sergente e seguìto da Tosca: il Sergente porta una lanterna - Spoletta accenna a Tosca ove trovasi Cavaradossi, poi chiama a sé il Carceriere: con questi e col Sergente ridiscende, non senza aver prima dato ad una Sentinella, che sta in fondo, l'ordine di sorvegliare il Prigioniero.
 
 

atto
Terzo
   

scena
Terza

Tosca - Cavaradossi.
 

(Tosca che in questo frattempo è rimasta agitatissima, vede Cavaradossi che piange: si slancia presso a lui, e non potendo parlare per la grande emozione gli solleva con le due mani la testa, presentandogli in pari tempo il salvacondotto:

Cavaradossi, alla vista di Tosca, balza in piedi sorpreso, legge il foglio che gli presenta Tosca)

CAVARADOSSI
(legge)
        

«Franchigia a Floria Tosca...»

TOSCA
        

(leggendo insieme a lui con voce affannosa e convulsa)

«...e al cavaliere

che l'accompagna.»

(a Cavaradossi con un grido d'esultanza)

Sei libero!

CAVARADOSSI
        

(guarda il foglio; ne vede la firma)

Scarpia!...

Scarpia che cede? La prima
sua grazia è questa...

(guardando Tosca con intenzione)

TOSCA
        

E l'ultima!

(riprende il salvacondotto e lo ripone in una borsa)

CAVARADOSSI
        

Che dici?
 
    

TOSCA
(scattando)
    

Il tuo sangue o il mio amore
volea... Fur vani scongiuri e pianti.
Invan, pazza d'orror,
alla madonna mi volsi e ai santi...
l'empio mostro dicea: già nei
cieli il patibol le braccia leva!
Rullavano i tamburi...
rideva, l'empio mostro... rideva...
già la sua preda pronto a ghermir!
«Sei mia!» ~ Sì. ~ Alla sua brama
mi promisi. Lì presso
luccicava una lama...
ei scrisse il foglio liberator,
venne all'orrendo amplesso...
io quella lama gli piantai nel cor.
 

CAVARADOSSI
        

Tu!?... di tua man l'uccidesti? ~ tu pia,
tu benigna, ~ e per me!

TOSCA
        

N'ebbi le man

tutte lorde di sangue!...
 
    

CAVARADOSSI
(prendendo amorosamente fra le sue le mani di Tosca)
    

O dolci mani mansuete e pure,
o mani elette a bell'opre e pietose,
a carezzar fanciulli, a coglier rose,
a pregar, giunte, per le sventure,
dunque in voi, fatte dall'amor secure,
giustizia le sue sacre armi depose?
Voi deste morte, o man vittoriose,
o dolci mani mansuete e pure!...
 

TOSCA
        

(svincolando le mani)

Senti... l'ora è vicina; io già raccolsi

(mostrando la borsa)

oro e gioielli... una vettura è pronta.
Ma prima... ridi amor... prima sarai
fucilato -per finta- ad armi scariche...
simulato supplizio. Al colpo... cadi.
I soldati se n' vanno... -e noi siam salvi!-
poscia a Civitavecchia... una tartana...
e via pe 'l mar!

CAVARADOSSI
        

Liberi!

TOSCA
        

Chi si duole

in terra più? Senti effluvi di rose?!...
non ti par che le cose
aspettan tutte innamorate il sole?...
 
    

CAVARADOSSI
(colla più tenera commozione)
    

Amaro sol per te m'era morire,

da te la vita prende ogni splendore,
all'esser mio la gioia ed il desire
nascon di te, come di fiamma ardore.

Io folgorare i cieli e scolorire

vedrò nell'occhio tuo rivelatore,
e la beltà delle cose più mire
avrà sol da te voce e colore.
 
    

TOSCA
    

Amor che seppe a te vita serbare,

ci sarà guida in terra, e in mar nocchier...
e vago farà il mondo riguardare.
Finché congiunti alle celesti sfere
dileguerem, siccome alte sul mare
a sol cadente,

(fissando come in una visione)

nuvole leggere!...
 

(rimangono commossi, silenziosi: poi Tosca, chiamata dalla realtà delle cose, si guarda attorno inquieta)

TOSCA
        

E non giungono...

(si volge a Cavaradossi con premurosa tenerezza)

Bada!...

Al colpo egli è mestiere
che tu subito cada...

CAVARADOSSI
        

Non temere

che cadrò sul momento ~ e al naturale.

TOSCA
        

Ma stammi attento ~ di non farti male!
Con scenica scïenza
io saprei la movenza...

CAVARADOSSI
        

(la interrompe, attirandola a sé)

Parlami ancora come dianzi parlavi,
è così dolce il suon della tua voce!

TOSCA
        

(si abbandona quasi estasiata, quindi poco a poco accalorandosi)

Uniti ed esulanti
diffonderem pe 'l mondo i nostri amori,
armonie di colori...

CAVARADOSSI
        

...armonie di canti diffonderem.
 
    

TOSCA, CAVARADOSSI
(con grande entusiasmo)
    

Trionfal,

di nova speme
l'anima freme
di celestial
crescente ardor.

Ed in armonico vol

già l'anima va
all'estasi d'amor.
 

TOSCA
        

Gli occhi ti chiuderò con mille baci
e mille ti dirò nomi d'amor.
 
 

atto
Terzo
   

scena
Quarta

Frattanto dalla scaletta è salito un drappello di Soldati: lo comanda un Ufficiale, il quale schiera i Soldati nel fondo: seguono Spoletta, il Sergente, il Carceriere. - Spoletta dà le necessarie istruzioni.
Il cielo si fa più luminoso; è l'alba: suonano le 4 del mattino.
 

(il Carceriere si avvicina a Cavaradossi e togliendosi il berretto gli indica l'ufficiale)
 

CARCERIERE
        

L'ora!

CAVARADOSSI
        

Son pronto.

(il Carceriere prende il registro dei condannati e scende per la scaletta)

TOSCA
        

(a Cavaradossi, con voce bassissima e ridendo di soppiatto)

Tieni a mente... al primo

colpo... giù...

CAVARADOSSI
        

(sottovoce, ridendo esso pure)

Giù.

TOSCA
        

Non rialzarti innanzi

ch'io ti chiami.

CAVARADOSSI
        

No, amore!

TOSCA
        

E cadi bene.

CAVARADOSSI
        

(sorridendo)

Come la Tosca in teatro.

TOSCA
        

(vedendo sorridere Cavaradossi)

Non ridere...

CAVARADOSSI
        

Così?

TOSCA
        

Così.
 

Cavaradossi segue l'Ufficiale dopo aver salutato Tosca, la quale si colloca a sinistra, nella casamatta, in modo però da poter spiare quanto succede sulla piattaforma.

Essa vede l'Ufficiale ed il Sergente che conducono Cavaradossi presso il muro di faccia a lei; il Sergente vuol porre la benda agli occhi di Cavaradossi: questi, sorridendo, rifiuta. - Tali lugubri preparativi stancano la pazienza di Tosca.

TOSCA
        

Com'è lunga l'attesa!

Perché indugiano ancor?... Già sorge il sole...
Perché indugiano ancora?... è una commedia,
lo so... ma questa angoscia eterna pare!...

(l'ufficiale e il sergente dispongono il plotone dei soldati, impartendo gli ordini relativi)

TOSCA
        

Ecco!... Apprestano l'armi... Com'è bello
il mio Mario!

(vedendo l'ufficiale che sta per abbassare la sciabola, si porta le mani agli orecchi per non udire la detonazione; poi fa cenno con la testa a Cavaradossi di cadere, dicendo:

Là! Muori!

(vedendolo a terra gli invia colle mani un bacio)

Ecco un artista!
 

Il Sergente si avvicina al caduto e lo osserva attentamente: Spoletta pure si è avvicinato; allontana il Sergente impedendogli di dare il colpo di grazia, quindi copre Cavaradossi con un mantello. L'Ufficiale allinea i soldati: il Sergente ritira la Sentinella che sta in fondo, poi tutti, preceduti da Spoletta, scendono la scala. Tosca è agitatissima: essa sorveglia questi movimenti temendo che Cavaradossi, per impazienza, si muova o parli prima del momento opportuno.

TOSCA
(a voce repressa verso Cavaradossi)
        

O Mario, non ti muovere...
s'avviano... taci! Vanno... scendono.

(vista deserta la piattaforma, va ad ascoltare presso l'imbocco della scaletta: vi si arresta trepidante, affannosa, parendole ad un tratto che i soldati anziché allontanarsi, ritornino sulla piattaforma - di nuovo si rivolge a Cavaradossi con voce bassa)

Ancora non ti muovere...

(ascolta - si sono tutti allontanati, va al prospetto e cautamente sporgendosi, osserva di sotto - corre verso Cavaradossi)

Mario, su presto!

Andiamo!... su!...

(si china per aiutare Cavaradossi a rialzarsi: a un tratto dà un grido soffocato di terrore, di sorpresa e si guarda le mani colle quali ha sollevato il mantello)

Ah!

(si inginocchia, toglie rapidamente il mantello e balza in piedi livida, atterrita)

Morto! Morto!

(con incomposte parole, con sospiri, singhiozzi si butta sul corpo di Cavaradossi, quasi non credendo all'orribil destino)

O Mario... morto... tu... così... Finire
così!! Così?... povera Floria tua!
 

(intanto dal cortile al disotto del parapetto e su dalla piccola scala arrivano prima confuse, poi sempre più vicine le voci di Sciarrone, di Spoletta e di alcuni soldati)

VOCI CONFUSE
        

Ah!...

SCIARRONE
voce
        

Vi dico pugnalato!

VOCI CONFUSE
        

Scarpia?

SCIARRONE
voce
        

Scarpia.

SPOLETTA
voce
        

La donna è Tosca!

VOCI CONFUSE
(più vicine)
        

Che non sfugga!

SPOLETTA,
        

Attenti

agli sbocchi delle scale!

SCIARRONE
voci (più vicine)
     

(Spoletta apparisce dalla scala, mentre Sciarrone dietro a lui gli grida additando Tosca:)

SCIARRONE
        

È lei!

SPOLETTA
        

(gettandosi su Tosca)

Ah! Tosca, pagherai
ben cara la sua vita!...

(Tosca balza in piedi e invece di sfuggire Spoletta, lo respinge violentemente, rispondendogli:)

TOSCA
        

Colla mia!

(all'urto inaspettato Spoletta dà addietro e Tosca rapida gli sfugge, passa avanti a Sciarrone ancora sulla scala e correndo al parapetto si getta nel vuoto gridando:)

O Scarpia, avanti a dio!

(Sciarrone ed alcuni soldati, saliti confusamente, corrono al parapetto e guardano giù. Spoletta rimane esterrefatto, allibito)
 
 
 

Fine ATTO III

da
  1. in italiano, ricercabili per titolo, autori, compositori, esecuzioni.
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Venerdì,  14 Agosto 2009 Il Barbiere di Siviglia

 

Sabato,  15 Agosto 2009 Tosca

Domenica,  16 Agosto 2009 Aida

Martedì,  18 Agosto 2009 Aida

Mercoledì,  19 Agosto 2009 Tosca

Giovedì,  20 Agosto 2009 Carmen

Venerdì,  21 Agosto 2009 Aida

Sabato,  22 Agosto 2009 Tosca

Domenica,  23 Agosto 2009 Carmen

Martedì,  25 Agosto 2009 Carmen

Mercoledì,  26 Agosto 2009 Tosca

Giovedì,  27 Agosto 2009 Aida

Venerdì,  28 Agosto 2009 Carmen

Sabato,  29 Agosto 2009 Tosca

Domenica,  30 Agosto 2009 Aida

 

Calendario 87^ Festival 2009  Arena di Verona

Si veda: arena.it

http://www.arena.it/it-IT/calendario-2009.html


ArenaVerona. Tosca, anteprima debutto. 87mo Festival Arena di Verona, Ferragosto 2009


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da Francesco Bonazzi -Vr-